Sul l'artista
Vincenzo Lambertini van der Vinne (nato l'11 ottobre 1628 ad Haarlem e morto il 25 luglio 1702) è stato un artista versatile, teorico dell'arte e viaggiatore, che fece parte del fiorente mondo artistico di Haarlem del Secolo d'oro. Sebbene meno noto rispetto ai suoi contemporanei come Frans Hals o Jacob van Ruisdael, Van der Vinne diede un contributo importante alla pittura, alla pratica artistica e alla documentazione del suo tempo.
Nato in una famiglia di tessitori di lino, Vincent si formò presso la famosa Corporazione di San Luca di Haarlem, dove fu allievo di Frans Hals, uno dei più grandi ritrattisti del XVII secolo. Tuttavia Van der Vinne scelse una strada diversa da quella del suo maestro. Si specializzò in nature morte, composizioni floreali, composizioni allegoriche e scene di genere, con una particolare attenzione ai dettagli e al simbolismo.
Le sue opere erano caratterizzate da realismo e sottigliezza, spesso con sfumature religiose o moralizzanti. Nelle sue composizioni floreali, ad esempio, non vediamo solo splendore e magnificenza, ma anche segni di decadenza, un riferimento alla caducità della vita (vanitas). Questo doppio strato rende ancora oggi la sua opera intrigante.
Tra il 1652 e il 1655, Van der Vinne intraprese un audace viaggio attraverso Germania, Svizzera e Italia, insieme a un gruppo di altri artisti. Questo cosiddetto "Grand Tour" aveva lo scopo di acquisire esperienza e ispirazione, ma non era privo di pericoli. In Svizzera venne addirittura imprigionato per la sua fede protestante: un'esperienza sconvolgente che descrisse dettagliatamente nei suoi diari di viaggio.
Questi resoconti, oggi conservati negli Archivi dell'Olanda Settentrionale, sono di grande importanza per gli storici dell'arte. Costituiscono un raro e vivace documento contemporaneo dei viaggi, della vita e dei pensieri di un artista del XVII secolo. I suoi diari rivelano non solo la sua capacità di osservazione, ma anche la sua penna acuta e la sua mente critica.
Il contributo di Van der Vinne non si limita ai suoi dipinti. Fu anche uno storico dell'arte ante litteram e prese appunti meticolosi sulla vita artistica di Haarlem. I suoi appunti sugli artisti del suo tempo, compresi dettagli biografici, tecniche e opinioni, costituiscono un'importante fonte per storici successivi come Arnold Houbraken, che utilizzò Van der Vinne come fonte nel suo Groote Schouburgh (1718–1721).
Vincenzo Lambertini Van der Vinne continuò a lavorare come artista ad Haarlem fino alla vecchiaia, dove ricoprì una posizione di tutto rispetto all'interno della corporazione. Ebbe diversi figli che divennero anch'essi artisti, tra cui il figlio Laurens van der Vinne, che continuò a dipingere fiori.
Sebbene il suo nome non sia tra i più grandi dell'Età dell'Oro, l'apprezzamento per la sua opera e i suoi scritti sta crescendo. I suoi diari, le nature morte e le scene cariche di moralità offrono una finestra unica sulla vita di un pittore che non solo ha praticato l'arte, ma l'ha anche profondamente compresa e documentata.


















![RARE ARMORIAL MAP: LEO BRABANTIAE Lion of the most noble Duchy of Brabant] by Sibertus Waterloos](https://media-3.gallerease.com/images/325cc033-a3b6-495f-9da8-6d06caf29b14/350x350/rare-armorial-map-leo-brabantiae-lion-of-the-most-noble-duchy-of-brabant.jpg)




























