In den Hert, a couple in the clouds over Ghent 1933
Kopel Simelovitz
Acquerello
60 ⨯ 47 cm
ConditionMint
€ 2.500
Guus Maris
- A proposito di opere artista
Kopel Simelovitz è stato un pittore, fotografo e grafico lituano-belga la cui vita e carriera furono tragicamente interrotte durante l'Olocausto. Nato nel 1900 a Šeduva, in Lituania, Simelovitz si stabilì in seguito in Belgio, dove entrò a far parte della vivace scena artistica del periodo tra le due guerre. La sua opera è ricordata per la sua fantasiosa fusione di espressione, simbolismo e atmosfera surreale, nonché per le opere profondamente toccanti create durante la sua prigionia nella Seconda Guerra Mondiale.
Dopo essersi trasferito in Belgio, Simelovitz studiò all'Accademia di Gand, dove sviluppò le sue capacità tecniche e la sua voce artistica. Negli anni '20 e '30 realizzò dipinti e opere fotografiche caratterizzate da colori vivaci, immagini oniriche e composizioni poetiche. La sua arte spesso bilanciava la sperimentazione modernista con una sensibilità emotiva, riflettendo sia l'influenza dei movimenti d'avanguardia europei sia la sua personale immaginazione.
Oltre alla pittura, Simelovitz lavorò anche come fotografo, dimostrando ulteriormente la sua versatilità artistica. Il suo linguaggio visivo si muoveva fluidamente tra realismo e fantasia, creando spesso scene intrise di mistero, simbolismo e introspezione. Sebbene relativamente poco della sua opera sia giunto fino a noi, i lavori superstiti testimoniano un talento artistico distintivo e altamente personale.
Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e l'occupazione nazista del Belgio cambiarono radicalmente la sua vita. In quanto artista ebreo, Simelovitz fu arrestato e deportato nel campo di transito per ebrei di Mechelen, in Belgio, uno dei principali punti di deportazione per gli ebrei destinati ai campi di concentramento e sterminio. Anche in prigione, continuò a creare arte, realizzando disegni e dipinti toccanti che documentavano la vita nel campo e riflettevano disperazione e resilienza in condizioni inimmaginabili.
Nel 1944, Simelovitz fu deportato da Mechelen e infine assassinato durante l'Olocausto. Le sue opere sopravvissute, sia prima che durante la guerra, assumono oggi un profondo significato storico ed emotivo, testimoniando artisticamente una vita interrotta da persecuzioni e genocidio.
Oggi, Kopel Simelovitz è ricordato non solo come un talentuoso artista modernista, ma anche come un'importante testimone culturale la cui opera preserva frammenti della vita artistica ebraica nell'Europa prebellica e l'esperienza umana della persecuzione durante uno dei capitoli più bui della storia.
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